La crisi nascosta del commercio globale

di Monica Di Sisto*

La crisi europea trascina al ribasso la domanda di merci, la piccola ripresa Usa non basta a far viaggiare il carrello globale e anche il colosso cinese mostra segni di rallentamento
wto
La Wto quest’anno ha cominciato a parlare di dati veri, cioè della voragine in cui è caduto il commercio globale nel 2012, solo a pagina 21 di un ampio formato A4 a 2 colonne. Nemmeno un accenno nell’introduzione del Direttore generale uscente, Pascal Lamy. Elegante nonchalance anche nella sintesi d’apertura, su cui si concentrano stampa frettolosa e lettori superficiali. E invece noi cominciamo proprio da lì, dalle pagine interne del rapporto, fitte fitte di cattive notizie, che qualcuno a Ginevra voleva far dimenticare. Che ci rivelano che il commercio globale va male, anzi decisamente male. E che le preoccupazioni che crescono nell’opinione pubblica per i cambiamenti climatici e la degradazione dell’ambiente dovrebbero ridimensionare il global-ottimismo degli scorsi decenni in via definitiva […]

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* Vicepresidente Fairwatch

UE e USA avviano i negoziati per l’accordo di libero scambio (TTIP)

Sindacati e società civile chiedono trasparenza e rispetto dei diritti sociali, ambientali e del lavoro
ttip
Nonostante l’ombra del ‘datagate’, si è tenuto a Washington, tra l’8 e il 12 luglio scorsi, il primo round di negoziati   per l’accordo di libero scambio tra Unione Europea e Usa.
Nei giorni precedenti, fonti della Commissione Europea avevano precisato che il ‘datagate’ non rientra nei negoziati su cui e’ invece stato deciso un gruppo di lavoro con i servizi della commissaria Ue, Viviane Reding.
Le trattative per l’accordo commerciale, hanno sottolineato le fonti, ”non sono il luogo dove negoziare la protezione dei dati”, anche se a livello commerciale la questione rientra per quanto riguarda i servizi. In questo ambito, pero’, come in tutti gli altri che rientrano nei negoziati, questi avverranno ”nel contesto della legislazione Ue esistente che non puo’ essere cambiata o indebolita”, secondo le stesse fonti CE. Secondo la Commisione e l’Amministrazione Usa, i negoziati per l’accordo di libero scambio, la cosiddetta T-Tip (Transatlantic Trade and Investment Partnership), dovrebbero portare ”all’accordo del secolo”.

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TTIP: i primi passi di un accordo

Una lettera, in incontro di avvio, il primo confronto con la società civile. Il motore del più grande accordo commerciale bilaterale di tutti i tempi si è acceso e procede nei tempi previsti. Sul tavolo dei negoziatori c’è tutto, dai servizi al commercio di beni, dall’energia all’alimentazione, dagli investimenti alla proprietà intellettuale e, di conseguenza, nel trade-game ci sono anche i nostri diritti.

Con una lettera alla diplomazia statunitense la Commissione europea apre le danze. E con un incontro al Civil society dialogue comincia a comunicare con la società civile. Le preoccupazioni sono molte perchè il rischio è che davanti alla retorica negoziale ed alla divinità del mercato ad essere agnello sacrificale siano la democrazia, la trasparenza e i nostri diritti.

Visit of George W. Bush,  President of the United States, to the

La Colombia piange sul latte versato

Sono più di 180mila i litri di latte che rimarranno invenduti in Colombia a causa dei trattati di libero scambio. E’ la denuncia dei produttori colombiani che hanno visto calare vistosamente gli ordinativi in contemporanea alla progressiva entrata in vigore del TLC con l’Unione Europea. Con un costo di 550 pesos contro i 920 del latte (vero) prodotto nel Paese diventa più conveniente per gli industruali comperare e trasformare in un litro di latte la polvere importata piuttosto che rivolgersi all’economia locale.

“Sono le conseguenze del Trattato di libero scambio” racconta Eduardo Arias, portavoce di un comitato di allevatori “ed è più di due anni che stiamo denunciando che con l’implementazione di questi accordi ci sarebbe stato un impatto sul settore caseario e che quando saranno pienamente applicati con l’Unione Europea la situazione potrebbe essere anche peggiore”.

Ulteriori approfondimenti su http://www.bilaterals.org/spip.php?article23538&lang=en

L’Europa trova i soldi per aiutare il commercio. L’Italia no

Europa in het nauw

Europa nella bufera

L’Europa, nonostante la crisi che colpisce numerosi suoi Paesi membri, si conferma il principale sostenitore globale del programma di Aiuti al Commercio promosso da Ocse e Wto, di cui l’8 luglio scorso sono stati presentati i risultati a Ginevra. I dati contenuti nel Rapporto Aid for trade at a Glance 2013 mostrano, infatti, che l’Europa ha destinato all’Aid for trade 9,5 miliardi di dollari, cioe’ il 32% dell’ammontare globale.
I commissari europei allo sviluppo, Andris Piebalgs, e al commercio, Karel De Gucht, presenti a Ginevra al lancio dei dati, sottolineano che ”dal 2008 l’Europa e’ il principale donatore di fondi per la facilitazione al commercio, assicurando da sola il 59% dei fondi, mentre gli impegni rispetto all’assistenza al commercio e’ cresciuta del 7,9% nel 2011 rispetto alla rilevazione precedente (2002-2005), raggiungendo i 2,8 miliardi di dollari, rispetto ad un obiettivo d’impegno di 2 miliardi”. Continue reading

Gli Aiuti al Commercio non calano: parola di OCSE e WTO

World Trade Organization

World Trade Organization (Photo credit: Wikipedia)

I Paesi donatori dell’area Ocse, quelli che tradizionalmente hanno assicurato ai Paesi piu’ poveri il grosso degli Aiuti pubblici allo sviluppo (Aps), sono colpiti dalla crisi e riducono i loro stanziamenti. Tuttavia l’Aiuto al commercio (Aid for trade) tiene e vede l’emergere di nuovi attori: la cooperazione Sud-Sud e quella sostenuta dal settore privato. E’ il quadro tracciato dal Rapporto di valutazione degli aiuti al commercio ”Aid for trade at a glance 2013” condotto congiuntamente da Ocse e Wto e presentato l’8 luglio a Ginevra, dove per tre giorni, presso la sede dell’Organizzazione mondiale del commercio, Paesi membri ed esperti si sono confrontati sul monitoraggio che ha coinvolto 80 Paesi in via di sviluppo, 28 donatori bilaterali, 15 multilaterali e 9 sostenitori Sud-Sud.
Il rapporto, dedicato quest’anno alle connessioni con le filiere globali, coinvolge anche Continue reading

TTIP. Quando il transgenico diventa merce di scambio

Nei trattati di libero scambio tutto, ovviamente, diventa merce. E protezione ambientale, tutela dei consumatori, mercati locali e sostenibilità sociale vengono messi in secondo piano, rispetto agli interessi delle grandi imprese.

Le diplomazie che lavorano sull’accordo commerciale del secolo tra Usa e Ue stanno mettendo sul tavolo negoziale anche la questione degli Ogm. Riusciranno a far saltare le ultime tutele davanti all’invasione transgenica americana, inondando le nostre tavole di prodotti probabilmente etichettati, ma sicuramente poco naturali e molto profittevoli per le aziende? I rischi, racconta Lipsky dalle pagine dell’HP, ci sono.

Will European Requirements for Labeling GMO Foods Survive New Trade Negotiations?

Fonte: Michael Lipsky, Huffington Post

This week U.S. and European negotiators will begin secret talks that could bargain away a key element in American resistance to GMO foods. The proposed Transatlantic Trade and Investment Partnership (TTIP), also referred to as a Transatlantic Free Trade Agreement (TAFTA), will focus on “normalizing” regulatory practices that business interests deem limit trade, including the European approach to genetically modified foods.

Americans who favor allowing consumers to decide for themselves whether to purchase foods containing GMOs should pay close attention as discussions get under way.
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