Free trade e Ogm. A rischio i diritti di tutti

L’accordo globale di libero scambio con nazioni come Giappone, Vietnam ed Australia potrebbe risultare in un bando all’etichettatura Ogm non solo negli Stati Uniti, ma anche in tutti i Paesi coinvolti nel negoziato per il Trans Pacific Partnership agreement (TPP), che coinvolge Paesi come Stati Uniti,  Australia, Brunei, Cile, Canada, Malesia, Messico, Nuova Zelanda, Singapore e Vietnam. I negoziati per il TPP sono andati avanti per anni sotto un velo di segretezza che ha tenuto persino i decisori politici statunitensi al di fuori del processo negoziale.

TPP

Diversi documenti secretati, e successivamente resi pubblici dalle reti della società civile hanno rivelato alcuni aspetti preoccupanti, lasciando il sospetto ad alcuni gruppi per la tutela dei consumatori che il processo rischi di indebolire le politiche di tutela del lavoro e le linee guida sull’etichettatura dei cibi, che porterebbe ad allineare le politiche degli Stati Uniti con quelle dei Paesi partner nell’accordo.

Tra i consulenti coinvolti nel negoziato vi sono molto rappresentanti delle maggiori multinazionali, tra cui l’ex lobbista di Monsanto Islam Sissiqui, che è negoziatore capo nel settore agricolo del TPP in rappresentanza degli Stati Uniti.

Siddiqui, già lobbista pro-Ogm per CropLife, era stato consulente sul settore agricoltura e commercio per l’amministrazione Clinton. Paesi come il Giappone, dove l’ etichettatura Ogm è richiesta, si potrebbero trovare in un partenariato commerciale globale che ha l’obiettivo di eliminare le barriere al commercio. Secondo Barbara Chicherio dell’organizzazione nonprofit NationofChange, “la certificazione dei cibi contenenti Ogm non sarà permessa. Attualmente il Giappone”, scrive Chicherio, “ha leggi che impongono la certificazione dei cibi Ogm. Sotto il TPP il Giappone non sarà più messo nelle condizioni di farlo. Questa situazione sarà la stessa per la Nuova Zelanda e l’Australia. Negli stessi Stati Uniti, dove si stava iniziando in processo per l’etichettatura dei cibi contenenti Ogm, sotto il TPP questo non sarà più consentito”.
Liberamente tratto da “Trans Pacific Partnership might include international ban on GMO labeling“ di  Trisha Marczak  su http://www.bilaterals.org/spip.php?article23853&lang=en#sthash.sJWkFBLS.dpuf

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