Cambio di passo. Interviene l’UNCTAD

Dalla Green revolution ad una vera e propria economia ecologica. Quello che sembra essere un documento politico dei movimenti sociali del terzo millennio, è in verità il fil rouge che lega le centinaia di pagine del Trade and Environment Report 2013 dell’UNCTAD, la Conferenza delle Nazioni Unite su commercio e sviluppo.

unctadCon un titolo che è già tutto un programma (“Wake up before it is too late: Make agriculture truly sustainable now for food security in a changing climate”) gli autori e gli esperti che hanno curato il volume, pubblicato alcune settimane fa, sottolineano come l’agricoltura sia nei Paesi industrializzati come nei Paesi poveri debba diversificarsi sostituendo le monocolture, debba ridurre l’uso di fertilizzanti e pesticidi e debba garantire maggiore sostegno ai piccoli produttori, permettendo la nascita e il consolidamento del ciclo corto a livello locale.
Un approccio che permetterebbe di affrontare con maggiore efficacia la questione del cambiamento climatico, decarbonizzando la produzione agricola e garantendo una maggiore sostenibilità in tutta la filiera produttiva. Ma che consentirebbe anche di far fronte alla tragedia della fame, della malnutrizione e dell’accesso al cibo. Oltre un miliardo di persone soffre quotidianamente la fame, ed un altro miliardo è malnutrito sebbene l’attuale produzione agricola globale sia in grado di garantire sufficienti calorie per una popolazione di 12-14 miliardi di persone.
La maggior parte delle persone malnutrite o colpite dalla fame (oltre il 70%) sono paradossalmente gli stessi piccoli produttori o lavoratori agricoli, mostrando come il modello di sviluppo fino ad oggi applicato sia in realtà fallimentare nel garantire, in una situazione di potenziale abbondanza, benessere per tutti.
Un segnale chiaro, che arriva a pochi mesi dalla Ministeriale della Wto di Bali, prevista per il dicembre di quest’anno. Uno scontro acceso sui modelli agricoli che aveva già visto su posizioni contrapposte Wto ed Unctad nel passato, con le nette prese di posizione di Olivier de Schutter, rapporteur speciale dell’Onu sul diritto al cibo.

Per scaricare il report dell’UNCTAD: http://unctad.org/en/PublicationsLibrary/ditcted2012d3_en.pdf

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