FTA Ue – Canada. Firmato l’accordo

Barroso firma l’accordo di libero scambio con il Canada. Protesta dei sindacati per la segretezza. Allarme rosso per i servizi pubblici

In un clima di totale segretezza, il Presidente della Commissione Europea, Manuel Barroso, firma oggi, 18 ottobre, con il primo ministro canadese Stephen Harper l’accordo di libero scambio tra Europa e Canada, Comprehensive Economic and Trade Agreement (CETA).
BarrosoLa notizia è stata diffusa da fonti canadesi, mentre sul versante europeo non si trova traccia preventiva dell’avvenimento né sui siti ufficiali dell’Unione Europea, né sui mezzi di informazione. Del resto, come hanno denunciato fin dall’inizio la Confederazione Europea dei Sindacati (CES) e la confederazione sindacale canadese CLC, la segretezza e la mancanza di coinvolgimento degli attori sociali – salvo le ben note imprese multinazionali – ha caratterizzato gli oltre due anni di negoziati “riservati”.
Mentre alcune fonti parlamentari segnalano l’impossibilità, per il Parlamento Europeo, di poter esprimere il suo voto – sulla base del Trattato di Lisbona – entro questa legislatura, resta la gravità della sottoscrizione di una trattato che, fin dall’inizio del negoziato, ha destato gravi preoccupazioni dei sindacati e della società civile soprattutto in materia di servizi pubblici e di libertà degli investimenti esteri.
Per i primi, è forte il rischio che il CETA apra completamente alla liberalizzazione dei servizi pubblici locali (inclusi quelli essenziali, come l’acqua), per i secondi, la probabile inserzione di un meccanismo di disputa “investitori contro stato” metterebbe i governi in condizioni di subalternità agli interessi delle multinazionali e negherebbe la richiesta, venuta dai sindacati  e dallo stesso Parlamento Europeo, di mantenere gli attuali meccanismi di disputa tra stati e i sistemi giudiziari in vigore per le controversie legali.

Nè è dato sapere se siano stati recepite le richieste del pieno rispetto delle norme internazionali sul lavoro, dei diritti di contrattazione, delle norme ambientali che troppo spesso gli accordi di libero commercio intendono aggirare, in nome della libertà di investimento e di circolazione dei capitali. La segretezza della trattativa e il mancato coinvolgimento dei sindacati e della società civile lasciano purtroppo intendere che non vi sia molto di positivo in tutti questi ambiti.

La CGIL sosterrà tutte le iniziative già annunciate dalla CES perchè la Commissione renda conto del suo operato e il Parlamento Europeo prenda una chiara posizione contro il CETA se verranno confermati i timori relativi alla liberalizzazio dei servizi pubblici, alla riduzione dello spazio di decisione politica dei governi, al mancato rispetto dei diritti sul lavoro, sociali e ambientali.

Di Leopoldo Tartaglia e Fausto Durante – CGIL

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