Ong: a Bali nessun compromesso sul cibo

online poster-Lowrest(1)Collasso dei negoziati WTO? No, una tattica del Direttore Generale Azevedo per mettere pressione sui ministri, perché la Conferenza della WTO a Bali, in Indonesia (3-6 dicembre),  diventi una vera sessio ne negoziale. E oltre 80 esperti di 31 Paesi provenienti dai sindacati (ITUC, PSI, CGIL per l’Italia) e delle Ong coordinate nella rete Questo Mondo Non E’ In Vendita (Owinfs), di cui l’associazione italiana Fairwatch è membro permanente, presenti alla ministeriale per assicurarsi che nessun compromesso sul commercio vada a svantaggio dell’agricoltura e della sovranità alimentare, nei Paesi più poveri come anche nel nostro.

“L’Italia terrà la presidenza dell’Unione Europea per un semestre nel 2015 – ricorda Alberto Zoratti, presidente di Fairwatch,  nel Comunicato stampa di Owinfs – e in previsione del 2015, anno che l’Unione Europea dedicherà allo Siluppo (EYD2015), crediamo che anche il nostro Governo debba far sentire la sua voce chiara perché l’Europa assicuri una maggiore coerenza tra le sue politiche commerciali e di cooperazione, sostenendo la richiesta dei Paesi in via di sviluppo e di quelli più poveri di avere un maggior spazio politico nella lotta alla povertà”. L’agricoltura, ha concluso Zoratti “è un settore strategico anche per l’economia italiana, eppure un accesso insufficiente a qualità e quantità sufficienti di cibo sta diventando una realtà anche per la classe media e i più poveri nel nostro Paese, a causa di quella crisi generata dalle stesse politiche che colpiscono i più poveri nel Sud globale. Questo è il momento di combattere la crisi globale passando da un vecchio paradigma di sviluppo ad alternative più concrete e sostenibili”.

Dopo molte conferenze ministeriali fallite e quasi dodici anni di trattative, il ciclo di negoziati della WTO lanciato a Doha con l’intenzione di espandere la sua influenza è a un bivio. I Paesi sviluppati, spinti dai loro interessi corporativi, hanno messo da parte le trattative che tentavano una mediazione possibile su questioni chiave destinate a correggere gli squilibri esistenti all’interno del WTO.  Sono enormi le asimmetrie che permettono ai Paesi più ricchi – in testa USA e UE – di sovvenzionare le loro esportazioni agro-alimentari, ma di mettere dei limiti drastici sulle sovvenzioni interne che i Paesi più poveri possono utilizzare per garantire la sicurezza alimentare dei propri cittadini. Ancora peggio, i Paesi avanzati hanno ri-confezionato anche in questo appuntamento le stesse richieste di  liberalizzazione e di accesso al mercato per le loro corporations grazie ad un nuovo Accordo sulla facilitazione degli scambi (Trade facilitation) – che porrebbe su poveri ed emergenti un peso eccessivo per la sua attuazione, in termini economici, di risorse umane, normative e tecnologiche – e per i quali gli stessi Paesi avanzati hanno sempre rifiutato di fornire un’adeguata assistenza tecnica e finanziaria. Ma c’è di più: i “soliti noti”, stanno spingendo per l’espansione delle protezioni brevettuali nell’ambito delle nuove tecnologie informatiche (ITA), e verso un nuovo e più radicale attacco ai servizi pubblici attraverso un nuovo Accordo plurilaterale per la liberalizzazione dei servizi (Tisa) .

E’ per questo che emerge ormai chiaro che non c’è possibilità di mediazione con queste premesse.

Considerazioni sul Tavolo di Confronto con il Governo italiano

di Leopoldo Tartaglia/CGIL

WTO Public Forum 2010

WTO Public Forum 2010 (Photo credit: World Trade Organization)

Su convocazione del MISE, si è svolta il 22 novembre scorso una breve riunione del “Coordinamento sul negoziato multilaterale di Doha (DDA)”

Il Coordinamento è un tavolo istituito dall’allora Ministro Fassino in vista della ministeriale di Seattle del 1999 e dovrebbe consentire l’informazione e la consultazione, da parte del governo, delle parti sociali e della società civile sull’andamento del negoziato commerciale multilaterale.

Le vicende dei governi italiani e lo stallo negoziale del Round di Doha hanno fatto sì che il tavolo non si riunisse da lungo tempo, accentuando la dissimetria informativa e di partecipazione tra le organizzazioni imprenditoriali – spesso convocate dal governo e informate puntualmente sugli andamenti dei negoziati – e i sindacati e le organizzazioni della società civile, che non trovano altre occasioni per poter far sentire la propria voce su questi temi.

L’argomento è stato sollevato, in apertura di riunione, dalla CGIL e dall’Osservatorio sul commercio internazionale TRADE GAME (CGIL, Arci-Arcs, FairWatch, Legambiente), che hanno chiesto una maggiore frequenza di convocazione del tavolo multilaterale e l’apertura di analoghi tavoli sui negoziati bilaterali e plurilaterali, in particolare sul TTIP tra Ue e Usa, giunto al suo secondo incontro negoziale (il prossimo si terrà nella terza settimana di dicembre).
Continue reading

Il Financial Times: Wto rischio collasso

Veti incrociati, uno stallo decennale, la Ministeriale della Wto a Bali rischia l’empasse definitivo. La mancanza di un accordo potrebbe mettere in forse la stabilità della stessa struuttura di Rue de Lausanne. Possibile vie d’uscita? Accordi specifici su temi specifici, ma la possibilità non è dietro l’angolo. Il blocco definitivo della Wto sarebbe un primo passo importante per fermare l’ondata liberista, ma non l’ultimo: dai bilaterali, tra cui TTIP tra USA ed UE, agli accordi regionali, la volontà di potenza delle éelite economiche non conosce ostacoli.

World trade talks face collapse, warns Roberto AzevêdoFT
by Shawn Donnan in London

Talks to reach the first global trade deal in the WTO’s 18-year life face collapse, unless members narrow differences before next week’s ministerial meeting, the organisation’s chief warns.
After weeks of talks, negotiators in Geneva were last week on the cusp of sealing a deal after the US and leading developing economies appeared to resolve stand-offs on agriculture and development issues. But marathon talks over the weekend over what most see as the main pillar of a deal in Bali next week – new global rules to reduce red tape at borders – failed to secure an agreement. Participants said they feared India may try to reopen talks on a food security programme that has proved one of the most contentious parts of the agenda.

Continua su Financial Times on line

Papa Francesco: no all’economia senza volto e senza uno scopo umano

Pope Francis met with media

Pope Francis met with media (Photo credit: Catholic Church (England and Wales))

“Ingiusto alla radice”: così papa Francesco definisce l’attuale sistema economico, nell’esortazione apostolica ‘Evangelii Gaudium’ (‘La gioia del Vangelo’) in cui affronta diverse tematiche, legate ai temi politici, economici e sociali come a quelli etico-morali e spirituali. “Questa economia uccide”, accusa il Papa. Non solo “prevale la legge del più forte”, ma viviamo “una nuova tirannia invisibile, a volte virtuale, di un mercato divinizzato dove regnano speculazione finanziaria, corruzione ramificata, evasione fiscale egoista”. Di seguito alcuni passaggi salienti del suo documento.

No a un’economia dell’esclusione

53. Così come il comandamento “non uccidere” pone un limite chiaro per assicurare il valore della vita umana, oggi dobbiamo dire “no a un’economia dell’esclusione e della inequità”. Questa economia uccide. Continue reading

Trade Game presenta la sua lettura sulla Ministeriale della Wto a Bali

Some people do not see international trade fav...

Some people do not see international trade favourably: here a child protests against the WTO in Jakarta. (Photo credit: Wikipedia)

In occasione della convocazione, da parte del Ministero dello Sviluppo economico, della una Riunione di coordinamento sul negoziato multilaterale dell’Agenda di Doha (DDA), richiesta qualche mese fa con una lettera pubblica, l’Osservatorio italiano sul commercio internazionale Trade Game presenta una nota con la sua lettura e le sue priorità verso la prossima Ministeriale della Wto che si terrà a Bali, in Indonesia, dal 3 al 6 dicembre prossimi. “Soprattutto a fronte del proliferare di negoziati commerciali scarsamente trasparenti in sede plurilaterale e bilaterale – spiegano CGIL, ARCS/ARCI, Fairwatch e Legambiente – , sentiamo l’esigenza di uno spazio stabile di dialogo trasparente e continuo sui mandati e i risultati negoziali, per costruire una prospettiva di impatti e implicazioni nel merito più ampia e inclusiva. In particolare, riterremo quantomai opportune informazione e consultazione di tutti i soggetti della società civile in merito al negoziato TTIP tra UE e USA”.

Tra i punti più importanti sui quali Trade Game pone l’accento, tre sono le necessarie modifiche di paradigma che vengono proposte nel documento:

“Crediamo in una cittadinanza globale in cui le economie sono diversificate e integrano tutti i settori garantendo in primo luogo le esigenze locali delle persone e la salute dell’ecosistema. L’idea che ciascun Paese debba specializzarsi in ciò che può fare meglio in base al proprio “vantaggio comparato” crea solo economie atrofizzate”.

“Per uscire dalla crisi insieme chiediamo a chi negozia per nostro conto di rinunciare all’approccio ideologico sulle virtù salvifiche del libero commercio e del libero mercato, per guadagnare una giustizia economica i cui pilastri siano la piena occupazione, la ridistribuzione della ricchezza e il recupero del controllo democratico sui settori vitali della nostra economia, al fine di servire meglio le persone, promuovere i loro diritti e preservare l’ecosistema”.

“Ci sono alternative sostenibili al libero scambio e alla dipendenza dai mercati internazionali. Chiediamo che venga garantito a tutti lo spazio politico necessario a praticarle, a Nord e a Sud”.

In allegato il testo completo TG Mise1113doc

Global Unions: le priorità verso la Ministeriale di Bali

WTO Public Forum 2010

WTO Public Forum 2010 (Photo credit: World Trade Organization)

Sulla scia dell’attuale crisi economica, provocata in gran parte dalle stesse forze di deregolamentazione che promuovono la liberalizzazione del commercio, secondo le Global Unions, “la comunità internazionale ha ora una possibilità reale di ripensare le regole e gli accordi commerciali esistenti”.
In preparazione della Ministeriale della Wto a Bali I sindacati internazionali, in un documento di posizione appena pubblicato, spiegano che “gli accordi dell’Organizzazione Mondiale del Commercio hanno avuto un impatto negativo sugli agricoltori e i lavoratori e hanno ridotto lo spazio politico e normativo necessario alla promozione attiva sia di posti di lavoro dignitosi che di servizi pubblici di qualità”.

Tuttavia, un nuovo sistema commerciale multilaterale “può contribuire alla ripresa economica e alla risoluzione di altre crisi, benché tali contributi non siano né di per sé intrinseci né automatici. Solo regole commerciali equilibrate e inclusive possono contribuire a ridurre le disuguaglianze dei redditi, a rallentare i cambiamenti climatici e ad eliminare la povertà”.

Qui di seguito tutto il documento Global Unions-Bali

COP 19 sul clima a Varsavia: Le associazioni italiane incontrano il ministro Orlando

Nella tarda serata di ieri, le associazioni e organizzazioni italiane presenti alla COP19 hanno incontrato il Ministro dell’Ambiente, Andrea Orlando. Alla riunione hanno partecipato, tra gli altri, i delegati diCGIL, Fairwatch, Legambiente, WWF presenti ai lavori.

Gli esponenti di CGIL, Fairwatch, Legambiente, WWFhanno sottolineato al Ministro l’apprezzamento per le posizioni espresse nel suo intervento in plenaria,  manifestando pero’ la propria insoddisfazione per ilavori della Conferenza sul Clima di Varsavia. Mentre gli eventi climatici estremi e i segnali del progredire del cambiamento climatico si moltiplicano, i negoziati non vanno avanti, anzi per alcuni versi tornano indietro, laddove alcuni paesi hanno ridimensionato i target di riduzione delle emissioni di gas climalteranti. Continue reading