TTIP e diritto alla salute: la preoccupazione dei sindacati

European Trade Union Confederation

In una lettera indirizzata al commissario europeo al Commercio, Karel De Gucht, e al negoziatore statunitense Michael Froman, l’ European Trade Union Confederation (ETUC), l’American Federation of Labor and Congress of Industrial Organizations (AFL-CIO) e l’International Trade Union Confederation (ICTU) hanno espresso le loro preoccupazioni rispetto al fatto che l’accordo Transatlantico sul commercio e gli investimenti USA-UE (TTIP/TAFTA) e l’omologo accordo USA-Trans-Pacifico (TPA) “impatteranno pesantemente sui sistemi sanitari nazionali e aumenteranno i costi a carico dei pazienti”. Continue reading

TTIP USA-UE: economisti sfatano il mito della ricchezza che verrà

european union stars

european union stars (Photo credit: notarim)

“Il premio per un’intera generazione”, ma anche “Il pacchetto di stimolo più a buon prezzo che potremmo immaginare”: la Commissione europea ha definito in questo modo altisonante i presunti risultati economici per il continente che verranno generati, a loro giudizio, dal nuovo trattato di liberalizzazione commerciale Usa-Ue che dovrebbe – nei loro auspici – essere approvato entro il prossimo anno. Ma alcuni economisti, a scrutare nelle pieghe delle valutazioni d’impatto prodotte dalla Commissione stessa, cominciano a trovare le prime smagliature di un certo peso.  Continue reading

TTIP USA-UE: l’amara scoperta su come cambierà la protezione di lavoro, ambiente e consumatori

European flag outside the Commission

Questa settimana a Washington DC si è svolto il nuovo round di negoziati di liberalizzazione commerciale tra USA e UE. Quello che è sempre più chiaro è che il commercio è solo una piccolo parte di quello che è in ballo con questa trattativa.  Continue reading

Venti anni di NAFTA: un disastro per i lavoratori

Ronald Reagan wearing cowboy hat at Rancho del...

di Jeff Faux*

L’Accordo nordamericano per il libero scambio, o NAFTA, è stato la porta d’ingresso attraverso cui i lavoratori americani sono stati spinti nel mercato del lavoro neo liberale globale. Fissando il principio che le imprese americane potevano trasferire la produzione altrove e vendere i loro prodotti nuovamente negli Stati Uniti, l’accordo NAFTA ha minato il potere contrattuale dei lavoratori americani che aveva guidato l’espansione della classe media dalla fine della seconda guerra mondiale. Il risultato è stato 20 anni di salari stagnanti e di redistribuzione del reddito, della ricchezza e del potere politico verso l’alto. Continue reading

WTO, Bali. Commenti e reazioni dal mondo

wtoL’approvazione del Bali Package all’ultima ministeriale della Wto in Indonesia ha rappresentato un significativo cambio di passo nella gestione dei negoziati multilaterali di liberalizzazione dei commerci. Il consenso raggiunto grazie alla mediazione attiva del Direttore Generale Roberto Azevedo porta con sé una serie di conseguenze legate allo sblocco non solo di alcuni specifici capitoli negoziali, ma addirittura al rilancio del Doha Development Round, in stallo da oramai più di dodici anni.
L’importanza di un tale passaggio è stata ben riassunta dai diversi commenti rilasciati dai vari soggetti in gioco, imprese, sindacati e movimenti sociali, che mostrano come l’accordo in Indonesia sia qualcosa di più che un semplice consenso tra le parti. Continue reading

Wto/Bali: un modesto compromesso. Manteniamo un atteggiamento critico e vigile

L’Osservatorio italiano sul commercio internazionale pubblica una prima analisi dell’accordo Wto di Bali

Documento Tradegame

indiaQuello raggiunto nella prima mattina a Bali dai 159 governi del WTO non è un “accordo storico”, come propagandato da molti Governi, ma un compromesso che risponde, solo parzialmente, ad alcune delle richieste dei Paesi meno sviluppati, per sbloccare lo stallo del Round di sviluppo di Doha che avrebbe dovuto legare le politiche commerciali a scelte di ridistribuzione.

La principale richiesta dei Paesi in via di sviluppo di correggere il capitolo sull’agricoltura per consentire programmi pubblici di sicurezza alimentare, ha visto l’opposizione dei Paesi industrializzati ad una soluzione permanente, promessa entro i prossimi 4 anni, legandovi un’autorizzazione temporanea ai Programmi già in atto. Una soluzione valutata positivamente dall’India, ma non certo sufficiente per molti altri Paesi. Continue reading