India e Wto: la posizione dei movimenti contadini indiani

L’ ICCFM (Indian Coordination Committee of Farmers Movement) conferma il suo sostegno al Ministro Anand Sharma ed al Governo indiano per aver preso una posizione ferma in sostegno dei piccoli produttori e contadini non solo dell’india, ma dell’intero mondo in via di sviluppo presente alla Nona Conferenza Ministeriale della WTO. Ci sono pressioni tremende sul Governo indiano perché accetti il Bali package, che porterebbe ad una ritirata forzata del Price Support System e del National Food Security Act, che fornisce cibo sussidiato a più di 800 milioni di persone in India.

contadiniI membri dell’ICCFM come la Bhartiya Kisan Union, il KRRS e il SICCFM che sono presenti a Bali stanno monitorando attentamente I negoziati in corso e la posizione della delegazione Indiana a Bali.

 
Hanno partecipato a molte azioni sia all’interno che all’esterno della sede della Conferenza della Wto, e alle manifestazioni nelle strade di Bali per chiedere diritti per i contadini e gli affamati e per tenere fuori l’agricoltura dalla Wto e dalla sua agenda liberalizzatrice. “Milioni di piccoli contadini in India dipendono dall’agricoltura per la loro sopravvivenza. L’agricoltura non è un business in India, è una cultura ed uno stile di vita per i poveri. Non consentiremo che la Wto od ogni altro accordo di libero scambio possa mettere a rischio la sopravvivenza di milioni di nostri contadini” ha dichiarato Yudhvir Singh della BKU.

La ICCFM sollecita il Governo indiano ad approfondire e confrontare la propria posizione sull’agricoltura e sul commercio globale con i contadini indiani dopo la fine dei negoziati a Bali, così da salvaguardare in modo permanente gli interessi dei contadini indiani e degli affamati, assicurando decise normative nazionali sulla sicurezza alimentare che sostenga la produzione locale.

La Wto sta forzando I Paesi in via di sviluppo a tagliare I già magri sussidi ai propri poveri ed affamati, mentre concede ai Paesi ricchi di continuare a versare sussidi che distorcono il mercato al proprio agro business. Nello stesso tempo sta forzando i Paesi in via di sviluppo ad aprire i propri mercati ai prodotti dei Paesi ricchi, mentre incontrano molte barriere all’esportazione dei propri prodotti. La Peace Clause nell’attuale Bali Package non è altro che è una promessa vuota fatta ai Paesi in via di sviluppo: “Il Peace Clause è solo un modo per farci accettare l’accordo, alla fine perderemo totalmente la nostra capacità di produrre cibo e migliaia di contadini si suicideranno se le importazioni agricole dai Paesi ricchi inonderanno i nostri mercati” ha sottolineato Nandini Jairam del KRRS

“Abbiamo comunicato le nostre preoccupazioni al Ministro Sharma qui a Bali. Vedremo quale sarà la posizione che il Governo indiano prenderà alla fine di questi negoziati. Se non rifiuteranno il Peace Clause e non proteggeranno i contadini e gli affamati indiani scenderemo nelle strade in tutto il Paese e le conseguenze potrebbero essere serie” ha dichiarato Rakesh Tikait del BKU.

 

 

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