Bali: l’attesa, i movimenti

Questione di ore. Stanno cominciando a girare i primi testi, ma conferme informali azione2che arrivano dal segretariato parlano di consegna dei testi alle 20.00 ora di Giakarta ai capidelegazione, per dare loro alcune ore di tempo per analizzarli.

I movimenti sociali, intanto, cominciano a reagire ad un accordo che sembra non rispondere ben poco alle esigenze di buona parte della popolazione mondiale. Con un’azione davanti ad una plenaria ancora vuota, le reti internazionali hanno voluto ricordare come la Wto “giochi a scacchi con il nostro futuro”azione1. Una nota firmata da La Via Campesina, Social MOvements for an Alternative Asia, Gerak Lawan e la rete #EndWTO sottolinea come non ci sia “nulla nella WTO per la gente. Dopo 18 anni la WTO non ha rispettato le sue promesse di sviluppo, al contrario ha concentrato sempre maggiore ricchezza nella mani di pochi”.

Secondo Cindy Wiesner della statunitense Grassroots Global Justice Alliance “oggi la WTO tenta di rianimarsi e riprendere la credibilità da istituzione delegittimata quale è, producendo un Bali package che impatterà pesantemente sul nostro futuro”. Una posizione condivisa da Yudhvir Singh, leader del sindacato contadino indiano BKU, il più grande dell’India, “ci porta via il nostro diritto alla sovranità alimentare” denuncia, “limitando le politiche agricole e legando le nostre mani in un accordo come il Trade Facilitation”.

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