Lo strano ruolo del Parlamento Europeo a Bali

di Monica Di Sisto/Fairwatch

BarrosoUna delegazione di parlamentari europei ha partecipato alla ministeriale della Wto di Bali nell’ambito della quale, come di tradizione, si è tenuto un forum parallelo aperto ai rappresentanti eletti dei Paesi membri e dell’Unione Europea. In questo quadro, nella Conferenza stampa che si è tenuta alla fine dell’evento, da un lato i Parlamentari hanno partecipato allo stesso blame game contro l’India, alimentato dalla Commissione europea, senza premere la Commissione perché si assumesse alcuna responsabilità sulla rigidità con cui sono stati affrontati il sensibile tema delle flessibilità in agricoltura e quello del peso economico delle misure di Facilitazione del commercio sui Paesi più poveri.

La posizione più incomprensibile, però, si è manifestata in un’intervista concessa dal presidente della Commissione parlamentare INTA Vital Moreira al magazine americano Inside U.S. Trade. Il presidente, rispetto al negoziato bilaterale Ue-Usa, ha ammesso che non sta facendo alcuna pressione alla Commissione Ue perché almeno i suoi parlamentari abbiano accesso ai documenti negoziali delle trattative, in particolare quelli di parte Usa. E che questo sarebbe successo solo quando gli Stati Uniti avessero autorizzato la Commissione europea a condividerli con gli Stati Membri.

Sorprendente ma è così. Eppure il Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea, all’art. 218 (10), chiarisce con una certa nettezza che il Parlamento deve essere pienamente informato di tutti gli stadi della procedura. Sembra, così, che Commissione e Parlamento pieghino alla volontà Usa i propri trattati, cosa che ci sembra impropria e, francamente, un brutto segnale su come questo negoziato sarà condotto, la sua autorità ed efficacia nei difendre i diritti dei cittadini dei Paesi membri.

Ma c’è una preoccupazione in più. Allo stesso magazine Moreira ha anche confermato che nel testo consolidato del trattato economico-commerciale tra Unione Europea e Canada (CETA) è stata compresa l’inclusione del Meccanismo di composizione delle dispute tra investitori e Stato (ISDS) , e che questo costituisce un precedente favorevole in favore della sua previsione anche chell’accordo EU-USA.

L’ISDS riduce la sovranità degli Stati in due modi: innanzitutto attribuisce agli investitori lo stesso profilo istituzionaleclimate  riconosciuto agli Stati, e in secondo luogo, consente alle imprese di citare per danni gli Stati, in caso vogliano introdurre ad ogni buona ragione leggi nazionali che pensano possano danneggiare i loro investimenti nel presente o nel futuro.

Due notizie in una frase: innanzitutto quello che l’ISDS, decisamente controverso e respinto a vari livelli come pericoloso precedente da società civile, esperti ma anche diverse forze politiche nello stesso Parlamento UE, sia stato accettato e adotatto in un testo che rimane al momento ancora segretato al publico e ai Parlamenti nazionali. Semplicemente inaccettabile, dal nostro punto di vista.

Al ritorno dalla ministeriale di Bali, come Osservatorio sul commercio Trade Game, scriveremo ai parlamentari italiani per avere qualche ragguaglio e, auspicanìbilmente, qualche avanzamento rispetto alla consultazione e alla trasparenza del processo. Vi terremo aggiornati.

Il comunicato stampa della commissione INTA 20131202IPR29562_en

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