Wto/Fairwatch: a Nairobi il negoziato va avanti tutta la notte, atteso per stamattina nuovo testo sull’agricoltura

Come è d’abitudine nei momenti difficili, il negoziato dell’organizzazione mondiale del Commercio è andato avanti tutta la notte, ben oltre le deadline previste che comportavano il consolidamento di un testo entro ieri (giovedì) nel tardo pomeriggio. La bozza di documento finale raggiunta nella giornata di giovedì (che si può trovare qui Nairobi-Ministerial-Declaration-W33-Rev1-16-Dec-2015) non ha raccolto nessuno degli stimoli arrivati in questi giorni dai Paesi emergenti, soprattutto rispetto all’Agenda di Doha che rimane ancora, a quanto si apprende, strettamente tra partentesi quindi non condivisa.

La dichiarazione sull’agricoltura allegata al testo finale (e disponibile qui nella bozza diffusa ieri sera Draft-Texts-Agriculture-MC10-17-Dec-2015) la lasciato profondamente scioccati i rappresentanti delle organizzazioni e delle ONG presenti a Nairobi. Senza pensare che, come Dichiarazione allegata alla dichiarazione finale (una bozza disponibile qui Testo sui negoziati regionali), si vorrebbero riportare tutti gli accordi regionale (RTAs) sotto l’egida della WTO.

Le bozze di testo impegnano i Paesi sviluppati per eliminare le sovvenzioni all’esportazione entro il 2020, mentre la maggior parte dei Paesi in via di sviluppo dovrebbero farlo tre anni dopo. Un’eccezione potrebbe essere fatta per i sussidi all’esportazione nel trasporto e la commercializzazione, che i Paesi in via di sviluppo potrebbero continuare fino alla fine del 2028. I Paesi meno avanzati (PMA) e in via di sviluppo importatori netti di prodotti alimentari avrebbero altri due anni per eliminare tali pagamenti. Ipotesi che ha registrato contrari Australia e Usa.

Sul cotone la bozza prevede la fine immediata delle sovvenzioni all’esportazione fornite dai Paesi sviluppati, e concede un anno in più ai Paesi in via di sviluppo per fare lo stesso. Nonostante una spinta da parte dell’UE ed altri a garantire una formula vincolante sui crediti all’esportazione agricoli utilizzati dagli Stati Uniti, chi stanno vedendo le ultime bozze dice che questa sezione del testo è rimasta relativamente debole.

Le nuove discipline in materia di aiuti alimentari dovrebbero cercare di garantire che l’assistenza umanitaria non serva a una sovvenzione all’esportazione travestita da aiuti vitali nella regione beneficiaria.

Il progetto di testo avrebbe posto alcune restrizioni reali alla capacità dei paesi donatori di fornire aiuti in natura, o di disciplinare la “monetizzazione”, cioè la vendita di aiuti alimentari per raccogliere fondi per i progetti di sviluppo. Ma la proposta non si discosta dai programmi di aiuto alimentare legato e non esercita alcuna pressione per riformare lo status quo. Fonti dicono che incontri bilaterali e in piccoli gruppi sono ora in corso su come la dichiarazione ministeriale dovrebbe affrontare un futuro di lunga durata per il negoziato di Doha, come sulle “nuove” questioni legate al commercio. Questi temi, però, non sono ancora stati affrontati in un formato più ampio.

 

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