Fairwatch/WTO Niente accordo neanche oggi

“Dear all, The negotiations are still on going. The closing session will take place tomorrow. We will not be briefiNairobi Malmstromng but we will be available if you have questions. Please note that the NGO Centre will closed tomorrow”. Così l’ufficio della WTO addetto alle ONG ha comunicato che nemmeno oggi, quando i negoziati della Conferenza Ministeriale della WTO in corso dal 15 Dicembre a Nairobi dovevano essere chiusi da ore per lasciare spazio alla usuale, sontuosa cerimonia di chiusura, si è arrivati a una conclusione dei negoziati dell’Organizzazione mondiale del commercio. Continue reading

Ginevra, canzone triste per la Wto

La conferenza stampa di costatazione del collasso

La conferenza stampa di costatazione del collasso

di Monica Di Sisto*

Sovranità alimentare e commercio internazionale non parlano la stessa lingua, e quando tenti di difendere la prima, devi per forza rinunciare a sparare cassette e derrate a casaccio per il mondo e ricominciare a parlare di regole vincolanti per tutti. E’ questa la conclusione prevedibile – almeno per chi scrive – che si deve trarre dall’ennesimo collasso annunciato dell’Organizzazione mondiale del commercio. Continue reading

19-23 maggio: Ue e Usa di nuovo a confronto

di Monica Di Sisto, Fairwatch

L’attesa sembrava non finire mai, e invece il Ministero del Commercio con l’Estero Usa ha fatto sapere che i nuovi negoziati del trattato TTIP si terranno ad Arlington, ridente (non troppo) cittadina da 200mila anime nella Virginia. nell’imminenza delle Elezioni europee, per far crescere il consenso alle trattative in quella parte di continente che ancora adesso – a partire da Francia e Germania – resiste all’idea della necessità di ulteriori liberalizzazioni e può affondare il processo, il commissario europeo al Commercio De Gucht, che ha aperto per tre settimane una consultazione online sul sito della Commissione per rabbonire quella parte dell’opinione pubblica che lo accusa di scarsa trasparenza nel negoziato, sta affrontando una marcia forzata di incontri con imprese e istituzioni competenti.

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TTIP e diritto alla salute: la preoccupazione dei sindacati

European Trade Union Confederation

In una lettera indirizzata al commissario europeo al Commercio, Karel De Gucht, e al negoziatore statunitense Michael Froman, l’ European Trade Union Confederation (ETUC), l’American Federation of Labor and Congress of Industrial Organizations (AFL-CIO) e l’International Trade Union Confederation (ICTU) hanno espresso le loro preoccupazioni rispetto al fatto che l’accordo Transatlantico sul commercio e gli investimenti USA-UE (TTIP/TAFTA) e l’omologo accordo USA-Trans-Pacifico (TPA) “impatteranno pesantemente sui sistemi sanitari nazionali e aumenteranno i costi a carico dei pazienti”. Continue reading

TTIP USA-UE: l’amara scoperta su come cambierà la protezione di lavoro, ambiente e consumatori

European flag outside the Commission

Questa settimana a Washington DC si è svolto il nuovo round di negoziati di liberalizzazione commerciale tra USA e UE. Quello che è sempre più chiaro è che il commercio è solo una piccolo parte di quello che è in ballo con questa trattativa.  Continue reading

Lo strano ruolo del Parlamento Europeo a Bali

di Monica Di Sisto/Fairwatch

BarrosoUna delegazione di parlamentari europei ha partecipato alla ministeriale della Wto di Bali nell’ambito della quale, come di tradizione, si è tenuto un forum parallelo aperto ai rappresentanti eletti dei Paesi membri e dell’Unione Europea. In questo quadro, nella Conferenza stampa che si è tenuta alla fine dell’evento, da un lato i Parlamentari hanno partecipato allo stesso blame game contro l’India, alimentato dalla Commissione europea, senza premere la Commissione perché si assumesse alcuna responsabilità sulla rigidità con cui sono stati affrontati il sensibile tema delle flessibilità in agricoltura e quello del peso economico delle misure di Facilitazione del commercio sui Paesi più poveri.

La posizione più incomprensibile, però, si è manifestata in un’intervista concessa dal presidente della Commissione parlamentare INTA Vital Moreira al magazine americano Inside U.S. Trade. Continue reading

Trade Game presenta la sua lettura sulla Ministeriale della Wto a Bali

Some people do not see international trade fav...

Some people do not see international trade favourably: here a child protests against the WTO in Jakarta. (Photo credit: Wikipedia)

In occasione della convocazione, da parte del Ministero dello Sviluppo economico, della una Riunione di coordinamento sul negoziato multilaterale dell’Agenda di Doha (DDA), richiesta qualche mese fa con una lettera pubblica, l’Osservatorio italiano sul commercio internazionale Trade Game presenta una nota con la sua lettura e le sue priorità verso la prossima Ministeriale della Wto che si terrà a Bali, in Indonesia, dal 3 al 6 dicembre prossimi. “Soprattutto a fronte del proliferare di negoziati commerciali scarsamente trasparenti in sede plurilaterale e bilaterale – spiegano CGIL, ARCS/ARCI, Fairwatch e Legambiente – , sentiamo l’esigenza di uno spazio stabile di dialogo trasparente e continuo sui mandati e i risultati negoziali, per costruire una prospettiva di impatti e implicazioni nel merito più ampia e inclusiva. In particolare, riterremo quantomai opportune informazione e consultazione di tutti i soggetti della società civile in merito al negoziato TTIP tra UE e USA”.

Tra i punti più importanti sui quali Trade Game pone l’accento, tre sono le necessarie modifiche di paradigma che vengono proposte nel documento:

“Crediamo in una cittadinanza globale in cui le economie sono diversificate e integrano tutti i settori garantendo in primo luogo le esigenze locali delle persone e la salute dell’ecosistema. L’idea che ciascun Paese debba specializzarsi in ciò che può fare meglio in base al proprio “vantaggio comparato” crea solo economie atrofizzate”.

“Per uscire dalla crisi insieme chiediamo a chi negozia per nostro conto di rinunciare all’approccio ideologico sulle virtù salvifiche del libero commercio e del libero mercato, per guadagnare una giustizia economica i cui pilastri siano la piena occupazione, la ridistribuzione della ricchezza e il recupero del controllo democratico sui settori vitali della nostra economia, al fine di servire meglio le persone, promuovere i loro diritti e preservare l’ecosistema”.

“Ci sono alternative sostenibili al libero scambio e alla dipendenza dai mercati internazionali. Chiediamo che venga garantito a tutti lo spazio politico necessario a praticarle, a Nord e a Sud”.

In allegato il testo completo TG Mise1113doc